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Stradario
di Livorno



 
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Via della Pace

Via Antonio Pacinotti
la strada ebbe questo nome nel 1927, in precedenza si chiamava via della Torre. Fu realizzata prima del 1846 con il nome di "strada traversa dell'Ardenza alla strada Regia". La torre a cui si riferisce il vecchio nome è la torre di osservazione e difesa contro i pirati, costruita nel 1595 nel lato sud dell'attuale Rotonda di Ardenza e distrutta nel 1944 dai tedeschi durante la loro ritirata.

Via della Padula
esiste con questo nome da prima del 1867, in riferimento alla vicina Villa della Padula.

Paduletta (località)

Via Niccolò Paganini
la strada ebbe questo nome nel 1966, anno in cui fu realizzata.

Via Giovanni Paganucci
 
scultore (Livorno, 1824 - 1885). La strada ebbe questo nome nel 1938, anno in cui fu realizzata.

Via Cosimo Palamidessi
scienziato (1818 - 1868). La strada ebbe questo nome il 1 febbraio 1930.

Via Pietro Paleocapa
ingegnere e uomo politico (1789 - 1869). La strada ebbe questo nome il 26 febbraio 1936.

Via Palestro
in origine denominata strada del Riseccoli perché realizzata coprendo il torrente omonimo, comprendeva anche l'attuale via Galilei. Dal 24 aprile 1838 al 20 agosto 1859 si chiamerà via Augusta Ferdinanda, dal nome di una figlia del granduca Leopoldo II. Nel 1859 ebbe il nome attuale.

Via Angelica Palli
poetessa (Livorno, 1798 - 1875) e patriota. La strada ebbe questo nome nel 1911, in precedenza fece parte di via Santo Stefano.

Via del Pallone
il nome si riferisce ad un campo da gioco che si trovava sulla falsabraca (cioè un bastione più basso degli altri) del Forte San Pietro. Il campo fu ripristinato nel 1841

Via Gaetano Palloni
medico (1767 - 1830). La strada ha questo nome dal 22 novembre 1930.

Piazza del Pamiglione
da prima del 1696 si chiamava Fascetti e dopo il 1870 scali dei Fascetti. Ebbe questo nome nel 1960, in riferimento alla darsena primitiva così chiamata dai Genovesi.

Via del Panificio
fu realizzata intorno al 1870 e prende nome dal panificio militare che si trovava qui dal 1875. Nel 1880 fu costruito al suo posto l'odierno ospedale militare.

Via Alessandro Pannocchia
E' il nome di un cittadino che offrì i propri terreni al Comune di Livorno. In suo onore fu intitolata questa strada nel 1913.

Via del Pantalone
prende nome da un'osteria già esistente quando la strada fu realizzata.
Indicazione del 1705:
dalla piazzetta di Porta a Pisa, lato fonte, a via dei Lavatoi, braccia 201.

Via Pietro Paoli
matematico (Livorno, 1756 - 1839). La strada fu realizzata nel 1857 col nome di via Paoli, poi nel 1940 ebbe il nome attuale.

Piazza Paracadutisti Nembo

Via del Parco
strada realizzata nel 1841, comprendente fino al 28 aprile 1892 anche l'attuale via Pastrengo.

Via Galeazzo Pardera

Via Orazio Paretti
uno dei fondatori del sistema nazionale di previdenza sociale (Livorno, 1878 - 1923). La strada ebbe questo nome nel 1934.

Via del Partigiano
dal 1931 al 1945 si chiamò via Cortellazzo, con riferimento ad un episodio della prima guerra mondiale.

Via Giovanni Pascoli
ha questo nome dal 1927. Abitò a Livorno alcuni anni.

Via Domenico Passaponti
patriota caduto durante la difesa della Repubblica Romana nel 1849. La strada ebbe questo nome nel 1962, anno in cui fu realizzata.

Via del Pastore
ha questo nome da prima del 1867.

Via Pastrengo
ebbe questo nome il 28 aprile 1892, in precedenza fece parte di via del Parco. Il tratto fra via del Mare e via Tiberini si chiamava fino al 1867 via San Felice, dal nome della pieve omonima esistente fin dal 1300. Dopo il 1867 si chiamerà via del Parco.

Via dei Pelaghi
esiste da prima del 1776. Il nome è un riferimento all'antica natura acquitrinosa del luogo.

Via Francesco Carlo Pellegrini
educatore e scrittore (Livorno, 1856 - 1929). Da prima del 1846 si chiamava via dei Franceschi, poi si chiamò via Pellegrini dopo la morte dell'educatore e nel 1949 fu corretto nel nome attuale.

Via Pellettier
la strada esiste da prima del 1792 e prende nome dalla famiglia che qui possedeva degli immobili. Nel 1813 vi fu costruito il Teatro Pellettier. Prima del 1846 si chiamava via Sambuchi, dal nome della famiglia proprietaria di immobili che vi abitava.

Via Silvio Pellico
ha questo nome dal 1972.

Via Tommaso Pendola
educatore (1800 - 1883). La strada fu realizzata nel 1959 e così chiamata nel 1960, perché qui si trovava dal 24 ottobre 1934 l'Istituto Pendola nella ex Villa Del Nero. Prima del 1959 un tratto di strada fece già parte di via Duca Cosimo.

Via dei Pensieri
indicazione del 1781: Via dei Pensieri o delle Case Rosse, dalla via dell'Imbrogiana alla via del Littorale, al ponte di Santa Lucia.
Nel 1835, quando furono costruite le mura leopoldine, via dei Pensieri partiva da Borgo Cappuccini e arrivava fino a viale Italia, ma nel 1843 il tratto fra borgo Cappuccini e via Montebello fu venduto a privati e scomparve. Il 22 luglio 1889 fu assegnato il nome di via Goito al tratto della via dei Pensieri fra via Montebello e viale Nazario Sauro. Il tratto iniziale della strada a partire da viale Italia si chiamava via Santa Lucia, dal nome della chiesa che in antico si trovava qui nei pressi. Anche la scomparsa via delle Colombe si chiamava via dei Pensieri.

Via Francesco Pera
scrittore (1832 - 1914). Dal 1804 al 1930 la strada si chiamava via del Camposanto in riferimento al cimitero degli Inglesi qui esistente ancora oggi.

Vicolo della Pergola
inizialmente anonima, ebbe questo nome dopo il 1870.

Via Giovan Battista Pergolesi

Via Giulio Perini

Via dei Pescatori
già esistente prima del 1784 si chiamava prima via del Palazzo Franceschi (che fu interamente ricostruito nel 1964), poi via delle belle donne, poi via della Pescheria nuova dal 1784 al 1870. Nel 1896 ebbe il nome attuale.

Scali del Pesce
ha questo nome da prima del 1784.

Viale Petrarca
in precedenza fece parte della stada Suburbana e poi di via di Circonvallazione, nel 1923 fece parte di via Mameli e nel 1950 ebbe il nome attuale.

 
Darsena Petroli

Nuova Darsena Petroli

Via del Pettine
ebbe questo nome prima del 1825, in precedenza si chiamava sdrucciolo del Malenchini. Qui c'era la dogana di terra, detta "doganone", con un cavallo di frisia a bilanciere (detto "pettine", da cui il nome della strada) che fungeva da barriera daziaria.

Via del Pian di Rota
si chiama così dal 1970, dal nome di un podere e di una località, attestato a partire dal 1868 (Rota sta per "ruta"). La strada fu realizzata nel 1967 e assegnata a via delle Sorgenti.

Via delle Pianacce
fino al 1792 si chiamò via Traversa da Montenero ad Antignano, poi ebbe il nome attuale con riferimento alla località delle Pianacce (attestata fin da prima del 1600).

Via Piave
ebbe questo nome nel 1918; in precedenza il tratto fra via Grande e via San Francesco si chiamava via della Tazza e poi verso il 1660 via Marsiliana, il tratto fra via San Francesco e via del Tempio si chiamava via della Saponiera da prima del 1660, con riferimento ad una fabbrica di sapone che qui esisteva, mentre il tratto fra via del tempio e via Crispi era nominato strada o via Balbiana. La strada Balbiana prendeva nome da Bastiano Balbiani, provveditore delle fabbriche cittadine durante i governi di Ferdinando I e Cosimo II e gonfaloniere di Livorno nel 1614, che in questa strada possedeva degli immobili. Una targa ricordava accanto al nome anche l'anno in cui fu costruita la strada, il 1606. Al numero 14 di questa strada si trovava l'edificio con più finestre (132) della vecchia Livorno antecedente la seconda guerra mondiale. Nel 1858 la via Balbiana fu estesa fino agli scali D'Azeglio e nel 1872 le tre parti della strada furono riunite sotto l'unica denominazione di via della Tazza. Nel 1928 il tratto fra via Crispi e gli scali D'Azeglio fu rinominato via Armando Diaz.

Via vecchia del Picchianti

Via Monsignor Giovanni Piccioni

Via Piemonte
si chiama così dal 1960.

Via Alessandro Pieroni
la strada fu realizzata nel 1952 con la costruzione del Palazzo Grande che divise in due parti la vecchia Piazza Grande. Dal 1952 al 1954 continuò a far parte nominalmente della piazza, poi nel 1954 le fu assegnato il nome attuale. In via Pieroni si è conservato l'unico dei quattro portici di Piazza Grande costruiti dall'architetto seicentesco (gli altri scomparvero con i bombardamenti della seconda guerra mondiale); per questo motivo oggi viene chiamato Portico del Pieroni, mentre prima della guerra era detto Portico del Falchetto e prima ancora Portico degli Sproni.

Scali delle Pietre
 
si chiama così fino al 1784, poi la strada fu chiamata scali della Fdortezza Nuova e nel 1896 fu ripristinato il nome attuale.

Via Giuseppe Pietri

Via della Pieve
esiste da prima del 1867 e si chiama così perché nelle sue vicinanze si trova la pieve di San Jacopo.

Via Francesco Antonio Pigafetta
ebbe questo nome nel 1960.

Via Carlo Pigli
patriota e governatore di Livorno negli anni 1848-1849. La strada ebbe questo nome nel 1951.

Via della Pina d'Oro
fino al 1846 si chiamò piazza delle Fontine. Il nome attuale deriva da un'osteria con questo nome che esisteva intorno al 1745. In precedenza si chiamava così l'attuale piazza dei Mille.

Viale dei Pini
il nome si riferisce agli alberi che fiancheggiano la strada ed era già in uso da tempo quando nel 1952 fu ufficialmente assegnato a questo viale.

Via Renato Pini
partigiano (1908 - 1944). La strada ebbe questo nome nel 1953.

Via del Pino
ha questo nome da prima del 1854 e fino al 1951 comprese anche l'attuale via della Fontanella. La strada però iniziava dalla via del Littorale, di fronte all'attuale via del Pastore e nel 1951 ne fu rettificato il percorso per farla partire da via di Montenero.

Via Giuseppe Piombanti
storico (1831 - Livorno, 1909). La strada ebbe questo nome nel 1931, centenario della nascita di Piombanti.

Via Luigi Pirandello
si chiama così dal 1962.

Calata Pisa

Darsena Pisa

Via Pisa
ha questo nome dal 3 settembre 1938.

Via Carlo Pisacane
dal 1931 al 1946 si chiamava via Buccari per ricordare un episodio della prima guerra mondiale, la beffa di Buccari.

Via Silvano Pizzi
partigiano caduto nel 1944.

Via del Platano
la strada fu realizzata dopo il 1846 e inizialmente fece parte di via Cosimo Del Fante.

Via Pasquale Poccianti
ingegnere e architetto (Bibbiena, 1774 - 1858), progettò l'acquedotto di Colognole, che rifornisce d'acqua Livorno, e ne fu il direttore. Fu anche l'autore del Cisternone. La strada fu realizzata in gran parte nel 1931 ricevendone il nome attuale il 24 gennaio di quell'anno, ma il tratto compreso tra via Sproni e piazza Venti settembre era già esistente fin da prima del 1846 e si chiamava via Corta.

Via dei Poderi

Via Poerio
dedicata ai fratelli Carlo e Alessandro Poerio, patrioti. La strada ebbe questo nome il 3 settembre 1938. A Carlo Poerio era intitolata la piazza sulla quale fu costruita nel 1893 l'attuale scuola elementare "Antonio Benci".

Via del Poggetto
si chiama così fin da prima del 1784 ma arrivava fino a via Duca Cosimo. Il nome è quello di un podere che si trovava qui.

Via della Poggia e della Sambuca
via vicinale già esistente nel 1846 che dalla via delle Sorgenti conduce al colle La Poggia e all'antico romitorio della Sambuca, nell'alta valle dell'Ugione.

Via Gaetano Poggiali
dal 1846 al 1948 si chiamò via della Beneficenza in ricordo della sottoscrizione per costruire la vicina chiesa di Santa Maria del Soccorso in scioglimento di un voto fatto durante l'epidemia di colera del 1835-1837. Prima che fosse realizzata l'attuale piazza della Vittoria, via Poggiali era detta la strada che fiancheggiava la chiesa del Soccorso sul suo lato sinistro (cioè verso l'Attias) e tale rimase fino al 1888. Nel 1948 il nome Poggiali fu assegnato alla strada attuale.

Via del Poggio
esiste da prima del 1864 col nome di via del Poggio di Montenero.

Via Enzo Poli

Via Enrico Pollastrini
pittore (Livorno, 1817 - 1876). Da prima del 1784 si chiamava via del Consiglio perché fiancheggia il Municipio, poi via del Monte Vecchio e il 19 aprile 1887 ebbe il nome attuale. Qui fu istituito il primo Monte di pietà  nel 1625.

Via Pompilia
prima del 1846 si chiamava via del Pontino e arrivava fino ai Mulini a vapore lungo il fosso delle Cateratte.

Via Ponentino

Via del Ponte
prende nome dal ponte sul canale dei Lazzeretti, costruito nel 1714 e interrato nel 1888. La strada si chiama così da prima del 1896. Qui si trovavano anche le Andane dei Funaioli.

Ponte del Cigna (località)

Scali del Ponte di Marmo
prende nome dal ponte di via Borra costruito nel 1629 e ricostruito nel 1774. La strada ha questo nome da prima del 1784. Qui si trovava la Porta dei Navicelli.

Scali del Pontino
inizialmente si chiamarono scali San Marco perché conducevano all'allora piazza San Marco (attuale piazza dei Legnami) dove era situata la Porta San Marco. Intorno al 1825 ebbero il nome attuale, con riferimento al piccolo ponte (ricostruito nel 1720) che attraversa il punto di inizio del Fosso dei Navicelli. Insieme al tratto di scali delle Cantine compreso fra via Pellettier e il Fosso dei Navicelli, fece parte di via dei Vecchi Spalti, detta anche "via del Pontino dell'antico cimitero degli Ebrei".

Via di Popogna
da prima del 1846 il tratto iniziale si chiamava via Fonda di Monterotondo e strada maestra di Rio Maggiore. Il nome è quello della località a cui la strada conduce, attestata fin dal 1009 come villaggio e sede di un castello e poi di una villa medicea. Si chiama Popogna anche il torrente che scorre per un certo tratto accanto alla strada.
Indicazione del 1781:
Strada che staccandosi dalla via Maestra di Montenero, dopo il ponte di Rio Maggiore, prosegue fino ai mulini e colline di Popogna e di lì sbocca nella via pubblica che conduce al Gabbro ed alle Maremme onde assicurare l'apertura della comunicazione con le Maremme con carri e barrocci.

Via della Porcigliana
esiste da prima del 1846 e prende nome dalla località a cui la strada conduce, l'antica Purciliano attestata nel 949 come villa appartenente ai vescovi di Pisa. La strada si chiamò anche via del Sasso Rosso.

Molo Porta Containers

Via del Porticciolo
ha questo nome da prima del 1784 e si riferisce al porticciolo costruito dai Genovesi nel 1412 e interrato nel 1629. Il porticciolo si trovava in corrispondenza dell'attuale edificio del Comune (accanto al Municipio). Si è chiamata anche via della Dogana, con riferimento all'adiacente edificio dell'attuale Camera di Commercio, un tempo sede della Dogana.
Indicazione del 1872:
dalla piazza d'Arme alla pedata del Ponte Lungo.

Via Portogallo

Piazzale del Portuale
ha questo nome dal 1960.

Via della Posta
in origine fu divisa in tre parti, di cui il tratto fra piazza Grande e via della Madonna si chiamava via della Doganetta (e prima via della Posta) e prendeva nome dall'edificio costruito dai Genovesi nel 1412 insieme al porticciolo che si trovava nell'attuale piazza Grande. Il porticciolo fu poi interrato nel 1629 e la Doganetta rimase fino al 1633. Il tratto fra via della Madonna e via dell'Angiolo si chiamava via Verrazzana (in ricordo di Lodovico da Verrazzano, generale delle galere e governatore di Livorno, morto nel 1646) e il tratto fra via dell'Angiolo e via del Pantalone via dei Magazzini fin da prima del 1784 (si chiamava anche via dei Tre Re, dal nome di un'osteria qui esistente da prima del 1700).

Vicolo del Pozzo
strada cieca, deve il suo nome alla presenza di un pozzo. La strada ha questo nome dal 1872, in precedenza era senza nome. E' uno degli ultimi pozzi rimasti dopo che nel 1912 furono quasi tutti chiusi in seguito all'attivazione dell'acquedotto di Filettole. Nel 1784 c'erano in città 846 pozzi e 97 cisterne, alle quali si aggiunsero all'inizio del XIX secolo la cisterna della Gran Guardia (dalla capacità di 22.000 barili) e quella del Bagno.

Via Bernardo Prato
storico (Livorno, 1748 - 1813), compilò il Giornale della città e Porto di Livorno, in 63 volumi nei quali raccolse la cronaca della città durante tutto il periodo della sua vita. Il manoscritto (che si trova alla Biblioteca Labronica) è una fonte importante per conoscere i rapporti che intercorsero tra Corsica e Toscana durante quel periodo e specialmente durante i moti per l'indipendenza dell'isola e il governo di Pasquale Paoli. La strada (a fondo cieco) ebbe questa denominazione nel 1970, quando fu costruita.

Via della Principessa

Via Dino Provenzal

Via Provinciale Pisana
fece parte della strada Maestra Pisana, poi detta strada Regia Postale (intorno al 1781). Fino al 1938 fece parte della via Aurelia e fino al 1967 arrivava a via Firenze in prossimità di Pontarcione. Di fronte a via del Vigna si trovava il cimitero armeno, aperto nel 1784 e chiuso nel 1875.
Indicazione del 1846:
dal ponte dell'Ugione, passa dai Lupi, la Cigna, via Erbosa e del Vigna, arriva a piazza della Barriera Fiorentina, braccia 4.800.

Via della Prugnoliccia

Via Giacomo Puccini
ebbe questo nome il 27 settembre 1937, in precedenza si chiamava via Luigi Luzzatti, nome che fu poi assegnato ad un'altra strada.

Via Mario Puccini
pittore (Livorno, 1869 - Firenze, 1920). La strada ha questo nome dal 1949, in precedenza era anonima.

Via Puglie
ha questo nome dal 1964.

Via Carlo Puini
scrittore (1839 - 1924). La strada ebbe questo nome con delibera del 26 febbraio 1936, anno in cui fu realizzata.

Calata Punto Franco

Via del Puntone

Via Giovanni Puntoni
scultore (Livorno, 1827 - 1902). La strada ha questo nome dal 1938.

 
 
IL QUINTO MORO
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