"ROSSO TANGO"
MOSTRA D'ARTE FIGURATIVA
DEL PITTORE MAURO PAPALE
di Tiziana Etna



Mauro Papale: ingegnere, pittore, narratore eclettico di una realtà interpretata. Quando incontra il tango e si compie un'alchimia..." Rosso Tango".



Un'opera dell'artista


DAL 4 MAGGIO 2013,

LA PRIMA MOSTRA PERSONALE DELL'ARTISTA
CONCEPITA PER ESSERE VISITATA IN RETE

Cenni biografici:
Mauro Papale nasce in Toscana nel 1955, nella marina cittadina di Livorno, proprio a due passi dal Porto Mediceo e dalla statua dei "Quattro Mori", dove si respira salsedine ed è facile ripercorrere i luoghi dei cavalletti di pittori Livornesi e le abitudini culturali dei grandi macchiaioli del passato. Dall'infanzia è attratto dalle forme e dai colori e tra le attività ludiche predilige il disegno.
Parallelamente al percorso di studio che gli conferirà una laurea in ingegneria, all'età di 17 anni s'iscrive alla Sezione Elio Zeme dell'Accademia di Belle Arti Trossi Uberti della sua città natale e riceve gli insegnamenti di disegno, pittura e teoria geometrica dai Professori Cocchia e Guicci.
Gli studi universitari, troppo impegnativi, ostacolano la frequentazione della scuola d'arte, tant'è che è costretto ad interromperla per qualche anno, tornandovi però, ogni qualvolta la pressione per gli studi si allenta. Riprenderà a periodi nella Sezione di Ardenza con gli insegnamenti della Signora Tosi, del Professor Santarelli e del pittore Marco Sardelli, fino a quando si trasferirà a Milano per esercitare la professione d'ingegnere.
Siamo a metà degli anni 80' quando ormai integrato al nord s'iscrive alla Scuola d'Arte Bergognone di Lodi ed è allievo di Frosio.
Dopo alcuni anni di assenza da Livorno, sente il bisogno di tornare alla vita e alle cure familiari e degli amici di sempre, compresa l'attività presso l'Accademia Trossi Uberti, stavolta portando a termine il Corso quadriennale e l'anno di specializzazione, conseguendo il relativo Attestato di merito.

Persona di profonda cultura e sensibilità, all'ingegneria e all'amore per la pittura, si uniscono l'interesse per il giornalismo scientifico di carattere divulgativo e la passione per il tango.

"Il suo curriculum è ricco di paesaggi e di nature morte, dove predilige però gli elementi figurativi. Il suo stile potrebbe essere definito informale - espressionista; tonale con colori caldi , talvolta aggressivi. Una pittura emozionante la sua, che riesce ad attrarti fino a farti sfiorare le più vibranti corde del sentimento". Olio su tela ed uso del colore manifestano le sue origini; lui stesso si definisce post macchiaiolo.

Tiziana Etna

 


la Critica
di Cristina Olivieri
"L'arte e i suoi percorsi ci conducono in un giro armonico dove contaminazioni e accostamenti singolari confluiscono nella spirale del desiderio.
Quando pittura e musica sono rappresentate nei soggetti in un dualismo cromatico dai timbri forti e dalle modulazioni risolte in un'astrazione materica, il risultato è l'emozione del tango, un ballo basato sull'improvvisazione, caratterizzato da eleganza e passionalità, che l'artista Mauro Papale rappresenta nelle sue opere.
Come nel "Nuevo Tango" di Astor Piazzolla, dalla struttura musicale innovativa, anche nelle composizioni pittoriche di Mauro Papale emergono tradotte sulla tela dissonanze, improvvisazioni, struggenti e raffinate melodie, rocamboleschi fraseggi bruscamente troncati da dolcissime sospensioni, passioni intense e risoluzioni appassionate.
Sonorità impetuose sulla tela, immagini in movimento tra suggestivi accordi musicali.
Spazi mentali trattenuti in un turbinio di corpi volteggianti scalfiti nella luce e nel colore.
La pittura è dinamica, sospesa in forme coreografiche dall'intensità trattenuta in sfumature cadenzate.
Il colore, protagonista assoluto sulla tela come dentro la materia, si scioglie in vibrazioni e in contrasti lirici, tutto diviene interazione di forme in movimento visivo dalla forte percezione sensoriale.
Silhouette di ballerini evanescenti, senza lineamenti, a rappresentare l'anonimato della società attuale, emergono nei lavori dell'artista, persi nella leggerezza onirica, movenze provocanti in sfondi irreali, donne complici di una gestualità che rimanda alla pulsione vitale dell'Argentina.I colori sono inevitabilmente brillanti, dai bianchi ai rossi, mentre la plasticità dei volumi e il magma materico sembrano lentamente staccarsi dai dipinti e dilagano tra le pagine musicali, tra le variazioni tematiche di melodie imbevute di spiritualità."
Fonte: Cristina Olivieri

 

 
 

IL QUINTOMORO
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